Una Risposta

  1. Mi è capitato di vedere solo in questi gg. la lettera (vecchissima! dello scorso luglio….) al settimanale Donna: nella pagina di U.Galimberti.
    E ho letto sempre in questi gg. di una novità introdotta nella città in cui vivo (Bologna): l’ASL, o i servizi del Comune… non so chi, davvero, ma era cosa che non credevo potesse poi servirmi direttamente; ora ho cercato questo articolo e non lo trovo più….
    Insomma vengono selezionate dalle Istituzioni famiglie adatte (possono anche essere persone singole) cui affidare altre persone (adulte) che soffrano di una qualche forma di disagio psicologico.
    Ci sono persone che potrebbero giovarsi di questa forma di sostegno, e mentre ricevono un aiuto potrebbero anche dare tanto alla famiglia ospitante (che viene comunque compensata dai Servizi per questo aiuto).
    Chissà se una cosa del genere si può fare anche da altre parti. Mi sembra una strada utilissima, per molti casi.
    Bisognerebbe approfondire la cosa, sentire a Bologna, non so……scusate per la vaghezza della notizia.
    Bianca

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