Radicale utopia (Dell’acqua)

 Abbiamo cercato di trovare una situazione in cui i percorsi di recovery, di ripresa delle persone, siano attraversabili a partire dalla formazione degli operatori e dall’uso delle risorse indirizzati alla guarigione, dal guidare e aprire strade e possibilità per le persone verso la loro guarigione. Abbiamo pensato che è importante che le persone dispongano di soluzioni abitative di loro scelta, e dobbiamo lavorare molto perchè queste siano veramente individualizzate, e non  siano istituzionali. Abbiamo pensato che è possibile oggi avere dei budget individuali di cura, e stiamo lavorando perchè le persone dispongano di una risorsa per il loro percorso individuale, dall’accompagnamento sociale a tutte le attività di facilitazione della rete (…) che dobbiamo introdurre il criterio di scelta per le persone e quindi aprire un ventaglio di possibilità.

E infine,continuiamo a pensare che l’apertura delle porte rimane sempre centrale nella nostra pratica (…) Nel momento in cui apriamo le porte le persone rimangono, ci cercano,ci vogliono, vogliono stare insieme tra loro e con gli altri. Comunità possibile, unica radicale utopia.

Peppe Dell’Acqua, Non ho l’arma che uccide il leone, Pavona (RM), Stampa Alternativa, 2007

 
 
 

 

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