mai arrendersi

La scrittrice Clara Sereni, madre di un ragazzo con disagio mentale dalla nascita, racconta in un’ intervista al “Corriere” come si convive con un figlio disabile:

“Non bisogna mai arrendersi, ma confrontarsi e parlare con gli altri genitori, cioe’ con persone che hanno i nostri stessi problemi. Da soli non si vince, neppure se si hanno miliardi

 

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2 Risposte

  1. eh… come dire, hai ragione, io soffro di schizofrenia, ed è una bestia nera, non sai mai come comportarti e lo stigma tra la gente è alto.

    scopro con piacere questo spazio, anche io avevo aperto un blog per comunicare il disagio, se vuoi llo trovi al link …

    adesso scrivo poesie, vorrei sorridere di più e non più piangere senza motivo.

  2. Cara Gloria,
    mi ritrovo spesso a
    pensare anche a te e alla tua bambina.
    Non ti ho risposto prima non
    per codardia, nè per indifferenza, ma
    perchè , come tu stessa hai
    potuto notare, questo problema
    importante che tu sollevi -e che
    riguarda milioni di famiglie italiane
    – forse non tocca le corde
    sensibili del cuore di Lerner. La
    fragilità di tua figlia riguarda
    molte persone, ma ve ne sono altre che
    pensano che la società vada
    concepita e regolata secondo uno schema
    darwiniano. I deboli, o vanno
    eliminati, cacciati via dal sistema o
    sottoposti a controllo tramite
    modalità vergognosamente
    concentrazionarie. I forti e gli aguzzini
    che sono riusciti con
    l’inganno ,la menzogna, la spregiudicatezza a
    farsi strada e che oggi
    hanno le redini del potere , non avendo essi
    stessi una dignità ben
    definita, cercano di negarla agli altri,
    cercano di negarla a coloro i
    quali rreputano vulnerabili. Sono
    metodi, quelli che tu giustamente
    condanni a difesa di tua
    figlia, aggressivi, lesivi, messi in atto
    da poteri bestiali che
    non hanno mai conosciuto la condizione di
    sofferenza….Conoscono solo
    la solitudine della loro anima sporca,
    per questo si danno alla
    politica e concepiscono questa non come un’
    arte indirizzata al bene
    della società , ma come strumento di
    tirannia.
    Adele

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