PRESENTAZIONE

Questo spazio è dedicato a tutti quelli che hanno nella loro vita un legame d’amore con una persona fragile, delicata. E che si chiedono: dopo di me che cosa succederà? Ho capito che era necessario che io mi “inventassi” qualcosa per lei, per garantirle un futuro non di solitudine. Ho cercato, tanto, ho pensato e forse ho avuto anche fortuna, incontrando persone eccezionali che hanno detto, sì, si può fare, possiamo fare insieme un progetto per tua figlia, che non sia una comunità, che non sia una casa famiglia, ma che realizzi intorno a lei un ambiente di persone che le vogliono bene, che si impegnano in una vita comune.

E’ il progetto Prisma della fondazione La città del Sole di Perugia di cui si può trovare la documentazione  in questo stesso spazio.

Ho voluto diffonderlo, per creare anche una rete di relazioni e di scambio di informazioni, dopo che è stata pubblicata una mia lettera a Galimberti (la Repubblica delle Donne: vedi qui fianco)

Spero che tutto questo abbia un senso e una utilità.

Gloria

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27 Risposte

  1. Trovo importante che si costruisca una rete di solidarietà per trovare insieme a persone specializzate nuove vie per affrontare questi temi così delicati.

  2. trovo molto interessante la creazione di un sito sull’argomento concordo pienamente sul bisogno primario di amore delle persone con disagio psichico e proprio per questo insieme ad altri abbiamo dato vita alla associazione rosa bianca(rosabianca.mo@libero.it)per promuovere l’affido eterofamiliare assistito delle persone con disagio psichico convinti che la famiglia possa fornire la risposta più appropriata ai bisogni delle persone con disagio psichico ,inserita in una rete assistenziale e sociale più ampia
    Credo che il progetto Prisma come quello di rosa bianca(che si rifà alle esperienze di Geel in Belgio e di Torino e Lucca in Italia)cerchino di superare il problema della solitudine e dello isolamento delle persone e mi auguro che queste esperienze come altre possano concorrere a creare una rete di opportunità ed a rendere la società sempre meno indifferente e più attiva ed anche terapeutica.Sarebbe interessante organizzare un momento di confronto e di scambio delle diverse esperienze.
    Vi comunicheremo a breve una iniziativa sull’argomento nell’ambito del convegno nazionale della SIRM che si terra’ a modena nel Dicembre prossimo.
    Giuliana Frigieri

  3. Attendiamo l’esito della vs iniziativa. Dopo lunga riflessione, siamo arrivati alla conclusione che i progetti individualizati, di un allloggio singlo con persona con disagio e altre che fanno lavori part-time ostudiano e dividono le spese di gestione quotidiana, tenda a far integrare l’individuo con problemai nel sociale,e a farlo crescere e maturare. Oltrettutto il progetto individualizzato costa lo stesso. E’ il senso del Progeto Prisma

  4. Io sono una persona diversa. Non amo la vita dei più. Sono colto e creativo. In questa società di fatto non ho un posto: sono un disadattato.
    Una persona con problemi non necessariamente è da considerarsi pazza. È sufficiente modificare il proprio codice interpretativo dei fenomeni e allieneare la propria logica a quella di chi ne ha una diversa. Ricordo che guardai Scandalo al sole. Mi colpì. Dei genitori americani cercarono di far sposare la loro figlia “psicolabile” con un giovane italiano sperando che la famiglia non se ne accorgesse. A me piacerebbe coscientemente sposare una graziosa e gentile disagiata psichica. Considerando che non lavoro e non ho redditi avrei 1) la sua pensione 2) eventuale accompagno e perchè no anche l’amore. Potrei dedicarmi ineramente a lei e a quello che mi interessa maggiormente: lo studio e la ricerca disinteressati. Chi lavoro o è al palo, non può accrescere spiritualmente se stesso. Risoverei i miei problemi economici, le mie necessità matriali e fare anche un’opera caritatevole. Per ora non intendo rivelarmi, ma tenetemi presente nel caso. Marco

  5. Un ciao a Gloria e sua figlia..un ‘altro passo lo hai fatto bravissima..

  6. Caro Marco,
    il nostro obiettivo è diverso. Come avrai visto dalla presentazione, a parte la risoluzione del problema personale, l’obiettivo è quello di creare iuna rete per tutti quelli che condividono la medesima condizione e che hanno necessità di informazioni e di un progetto comune

  7. Si cercano anche operatori, studenti, lavoratori part-time, disposti a collaborare con la Fondazione di Clara Sereni, per l’alloggio e l’assistenza, secondo le regole del patto di cura. Cliccare su Progetto Prisma, sul lato destro. Grazie

  8. Le possibilità ci sono, quando si ha voglia di fare prima o poi si raggiungono gli obiettivi, avanti…

  9. Ciao Gloria,

    abbiamo pubblicato il tuo commento col link al tuo sito qui:

    http://caffenews.wordpress.com/2008/08/26/il-villaggio-%e2%80%9ccoppola-pineta-mare%e2%80%9d-simbolo-della-speculazione-edilizia/#comment-16891

    Grazie per averci fatto visita, abbiamo visitato il tuo blog e siamo venuti a conoscenza della storia di tua figlia. Per quanto possa esserti utile ti daremo spazio anche su CaffèNews nel caso volessi portare a conoscenza anche dei nostri lettori la vicenda.

    Intanto ti facciamo un in bocca al lupo e contiamo di leggerti presto!

    Marianna e Paolo

    PS 1 – La trasmissione “Ricomincio da qui” è molto seguita, non demordere, prendi coraggio e fatti avanti per far conoscere a tutti la tua storia…

  10. Gloria, non un commento, ma un grazie: infatti aprendo la porta e dicendoci pubblicamente della sua grande preoccupazione, permette a chiunque di noi di ritrovarci intorno a lavoro da fare insieme.
    Il contatto con il progetto Prisma mi pare già una bella conseguenza della sua lettera a “repubblica”.
    La cosa prima che credo di aver imparato in tanti anni di lavoro è banale e ricchissima nello stesso tempo (ce la disse tra l’altro Basaglia in una sua indimenticabile “Lezione agli infermieri”, nel ’79, prima di andare a lavorare a Roma): aprire le porte ed aprire le nostre teste. Credo che per pudore non specificò anche “aprire i cuori”…
    In pratica questo vuol dire non isolarsi, cercare, fortificare, scambi e costruire soluzioni attraverso il costruire relazioni.
    La “Lezione” di Basaglia ed altri testi brevi sono su http://www.triestesalutementale.it (Letteratura), personalmente ho messo insieme di recente 5 piccoli video sul lavoro fatto in quello che fu considerato il più orribile Ospedale psichiatrico di fine secolo scorso (se queste graduatorie hanno un senso!!!). Potete vederli su http://www.lerostrue.wordpress.com: la chiave mi pare sempre la stessa, non c’è soluzione tecnica od organizzativa che funzioni se non c’è incontro tra umani. Sintesi precipitosa, ma per ora ciao
    maurizio costantino

  11. Mi ha fatto molto piacere sapere che hai cominciato a stabilire contatti, con il progetto Prisma ad esempio: non lo conoscevo ma sicuramente è un mezzo importante che ti fa sentire oggi meno sola e nel futuro può aiutare Roberta ad integrarsi nel sociale, aiutata da persone che le vorranno bene. Anche la rete di relazioni e di scambio di informazioni attraverso il blog ha un significato importante e di grande utilità per te e per gli altri.
    Sono volontaria dell’Unitalsi da alcuni anni e la motivazione che mi ha spinto e che mi sostiene è proprio la condivisione con chi affronta sofferenze gravi di diverso tipo, che diventano più dolorose se ci si sente soli, nell’indifferenza altrui.
    L’Unitalsi è un’Associazione a carattere nazionale, articolata in Sezioni e Sottosezioni, formata da fedeli, uomini e donne , sani e ammalati senza distinzione di età, cultura, posizione economica, sociale e professionale. La sua storia è molto lunga ma l’Unitalsi di oggi è sempre più strumento attraverso cui la disperazione diventa speranza e il servizio dei volontari condivisione e gioia da vivere insieme.
    La sottosezione di Rieti nel 2003 ha inaugurato una casa famiglia destinata ad accogliere persone diversamente abili o in difficoltà, casa famiglia che rappresenta la restituzione ideale di quell’ambiente familiare che gli ospiti non hanno mai conosciuto o che hanno perso da tempo. Fa parte di un ambizioso progetto ” dopo di noi” che ha lo scopo di rispondere alla disperata domanda che ogni genitore di figli in difficoltà nasconde dentro al cuore……..chi dopo di noi?Questo è il motivo per cui la tua lettera mi ha subito colpito.
    Forse per te tutto questo può non essere molto d’aiuto, a livello concreto dico, sappi però che puoi sempre contattarci per altre tue richieste, che io poi trasmetterò ai responsabili a cui ho già sottoposto il tuo caso.
    Sono sicura che la tua forza e la tua determinazione ti aiuteranno a stabilire i contatti giusti per Roberta, fortunata nell’avere una mamma come te, che oltre a volerle un gran bene, la vuole immaginare persona libera e capace di autogestirsi, tra persone che la rispettino e la amino.
    Mille auguri Gloria, per te e la tua dolcissima Roberta.
    Maria

  12. Cara Gloria, cari amici visitatori di questo spazio “diverso” di condivisione e mutuo appoggio; trovo valide ed interessanti le premesse. Spero possano realizzarsi in pratica con l’aiuto di tutti. Mi interesso da anni dell’impiego sociale dell’arte.
    Se servirà appoggio per mezzo di eventi pubblici o visibilità mediatica posso mettermi in gioco direttamente con il mio gruppo artistico-poetico-teatrale. Eventualmente ne parleremo.

    Saluti a tutti, Alessandro
    http://www.poetidazione.it
    http://www.rinascitamentale.it

  13. Cara Gloria…io e te ci conosciamo…ed ho il piacere di conoscere anche Roberta….io per lei e per te ho fatto finora ben poco…anzi….niente….ecco…prendi la mia mano…da questo momento hai tutto il mio aiuto…tutta la mia solidarieta’…vi abbraccio forte…!!!! Maria

  14. Preogo lasciare un commento sul Progetto Prisma e inserire nel blog, altri progetti innovativi e che promuovano la crescita della perona con disagio mentale. A questo serve il questo blog

  15. Ciao Gloria,
    Avevo letto la lettera pubblicata da Repubblica e mi ero commossa. Pur non avendo i problemi di tua figlia, per altri motivi son consapevole di quanto sia difficile la vita, al giorno d’oggi ed in QUESTA società, per una persona che non sia omologata ai canoni estetici, caratteriali, comportamentali e così via discorrendo, che dominano il modo di pensare dell’ominide insapiens.
    Riflettendo però sui pensieri che mi sembravano trasparire dalle tue parole, tu stessa sei consapevole che questo equilibrio, questo microcosmo formato da tua figlia & te è destinato a spezzarsi per motivi purtroppo ‘biologici’, diciamo così. E, adesso che puoi, vuoi costruire il suo futuro. Ma questo non potrà che essere diverso da quello attuale… dovrà esserci un’altra persona, oltre a te, e poi sola accanto a lei. Ma se mantieni lo status quo perchè è un equilibrio che (al momento) va bene così, cosa rischi in futuro? Che tutto crolli nel modo peggiore, perchè è destino che si modifichi quando tu non ci sarai più. Devi pianificare il futuro, e questo non può che comportare una forzatura all’esistente. Che piaccia o no, sarà necessario. Sarà doloroso, ma quali alternative hai? Come farai ad affidare la tua amata figlia a qualcuno se lei rifiuta il contatto? Comprendo la tua ritrosia, il considerarlo folle ed ingiusto, adesso che tua figlia è felice, ma ci sono alternative?

    Con affetto,
    Simona

  16. Risposta di Gloria a Simona:
    Cara Simona è appunto questo che stiamo cercando di fare con progetto Prisma

  17. questo progetto è bellissimo perchè l’amore è la cosa piu’ bella del mondo ed è l’unica per cui vale la pena di vivere. Sono felice che Gloria stia trovando un soluzione perchè sua fliglia Roberta abbia sempre l’amore di cui tutti, ma soprattutto le persone difficili hanno bisogno.
    UN BACIO, ANZI DUE ANZI TRE E IO DI PIU’ *A ROBERTA
    * è un frase affettuosa che spesso ci scambiamo con un nuovo meraviglioso che da poco è entrato nelle mia vita

  18. Ho letto per caso la lettera di Gloria su Repubblica; mi ha colpito, come mamma, e le ho risposto segnalandole il settore dell’agricoltura sociale, di cui sono venuta a conoscenza per lavoro. Non ho alcuna esperienza del mondo del disagio mentale e psichico, quindi non potevo offrire altro che una segnalazione riguardante un settore poco conosciuto, ma che mi sembra molto vitale e promettente. Posso solo immaginare le difficoltà di trovare una sistemazione che permetta a Roberta di continuare la sua vita serena, come ha potuto vivere finora grazie alla dedizione e all’amore della sua mamma. Nella lettera di Gloria mi colpiva l’assenza del padre, il solito istinto di fuga degli uomini di fronte a una tragedia così grande e improvvisa.
    Ora spero che il progetto Prisma possa offrire a Gloria e a sua figlia una prospettiva concreta, che permetta a Roberta di proseguire nei piccoli progressi che nel tempo ha fatto, conducendo una vita quotidiana fatta di piccole cose, che possono darle il senso della normalità e stabilità di cui tutti abbiamo bisogno. Spero che il progetto riuscirà a creare una rete di contatti che consenta a Gloria di non sentirsi completamente sola a gestire la difficile situazione in cui si trova, e le dia anche una maggiore tranquillità ora che è malata.
    Auguri di cuore a tutt’e due!

  19. Gloria, ti ho appena letta sul blog del “mio caro amico bastardo”. La tua proposta di far una trasmissione sul disagio psichico e sulla relazione fra “follia e arte” è interessantissima (spero che Gad ci faccia un pensierino sopra.)
    Il tuo blog è attraente, per i miei gusti, ma mi raccomando, oltre a
    Van Gogh, ,Nietzsche, Schubert, Trakl, Kafka etc. Bergmann Rulli’ … non dimenticare di inserire : Pirandello, Shakespeare , Edgar Allan Poe, ma soprattutto il primo, mi raccomando, perchè credo che la follia sia anche maschera, un ruolo , così come maschera e finzione è spesso il ruolo della “normalità” .
    Verrò a visitarti di nuovo , appena potrò . Ciao,
    Adele

  20. Ciao Gloria, come promesso, eccomi a fare un giro dalle tue parti per augurarti sinceramente di riuscire a creare l’agognata e preziosa rete di solidarietà e di progetti per “spezzare” il famigerato cerchio di indifferenza.
    Questo atteggiamento riguarda, purtroppo, numerosi aspetti del nostro vivere quotidiano, perennemente in bilico tra superficialità e approssimazione, tra maschera e finzione, per riprendere quanto suggerito da Adele in uno dei post.
    Per quanto mi sarà possibile, cercherò di diffondere in maniera capillare il link a questo blog.
    Un saluto a tutti!!
    Luka

  21. Il volo del cuculo, trent’anni senza manicomi recensione di simona santoni
    • Mercoledì 7 Maggio 2008

    Dal 9 maggio in libreria Il volo del cuculo – 1978-2008: trent’anni senza manicomi (edizioni Nutrimenti, pagg. 256). Le due autrici Luana De Vita, giornalista e psicologa, e Mimosa Martini, inviata di politica internazionale per il Tg5, documentano quanto e cosa è cambiato da quel 13 maggio 1978 che, con la legge 180, anche nota come legge Basaglia, aprì porte e portoni di manicomi, restituendo la follia alla normalità.
    Che cosa è successo da allora? Dove sono andati i malati, i medici, gli operatori? Siamo riusciti davvero a cambiare il mondo del disagio psichico? E quanto è penetrato nel mondo dei “normali” il senso profondo di questa rivoluzione tutta italiana? A queste domande rispondono cronaca, racconti, interviste e approfondimenti raccolti dalle due scrittrici.
    La prefazione del libro è di Lucia Annunziata e la postfazione di Paolo Villaggio. Allegato anche un Dvd di testimonianze inedite, di cui Panorama.it presenta qui un estratto esclusivo (con intervento di Sergio Piro, psichiatra, ex direttore dell’ospedale psichiatrico Materdomini di Nocera Superiore, Salerno, testimone delle primissime esperienze rivoluzionarie che attuarono, Basaglia a Gorizia e lui a Nocera, fin dal 1964)

  22. Come promesso, sei nella Scatolina, con altri amici e con tutta la mia stima e affetto.
    Ciao Gloria.
    Ti seguo.
    Loredana

  23. Cara Gloria, ho letto il progetto Prisma e mi è sembrato l’ideale riguardo al problema di tua figlia. Sono felicissima che tu lo abbia scoperto e sono sicura che ti abbia rassicurata. Il fatto poi che tu sia circondata da tante manifestazioni di solidarietà e di affetto ti dà una spinta incredibile ad andare avanti nella strada che hai intrapresa e nella quale io ho sempre creduto e ti ho sempre incoraggiato. Vedi che avevo ragione a dirti di non mollare,che avresti sicuramente trovato una soluzione al tuo problema perché la tua tenacia ostinata, dettata dal grande tuo amore di madre, ero sicura che sarebbe stata premiata. Sono al tuo fianco, anche se purtroppo siamo lontane. Anche Bachisio è contentissimo di questa cosa e ti è vicino, anche se non scrive. Vorrei abbracciarti come spero capiterà presto. Non avere paura, raggiungerai il tuo scopo!! Ti abbraccio forte.
    Roberta

  24. …e sei tra i RACCOMANDATI (da me, naturalmente!) assieme ad un’altra madre bella tosta…
    Ciao Gloria.
    Un abbraccio.
    Loredana
    http://lascatolina.blogspot.com/

  25. Ciao Gloria,
    eccomi tornata qui…
    Un abbraccio.
    Loredana

  26. Cara loredana, aspetto che tu mi scriva e che tu venga a Perugia il 28 e 29 novembre alla manifestazione indetta dalla Fondazione Clara Sereni. Ho scritto varie volte sulla Scatolina, ma non ho ricevuto risposta. Aspetto

  27. Ma mi è capitato di vedere solo di recente una sua lettera (vecchissima! dello scorso luglio….) al settimanale Donna: nella pagina di U.Galimberti.
    E avevo letto, pochi gg. prima, di una novità introdotta nella città in cui vivo (Bologna): l’ASL, o i servizi del Comune… non so chi, davvero, ma era cosa che non credevo potesse poi servirmi direttamente; ora ho cercato questo articolo e non lo trovo più…. !
    Insomma vengono selezionate dalle Istituzioni famiglie adatte (possono anche essere persone singole) cui affidare altre persone (adulte) che soffrano di una qualche forma di disagio psicologico.
    Ci sono persone, come forse sua figlia, che potrebbero giovarsi di questa forma di sostegno, e mentre ricevono un aiuto potrebbero anche dare tanto alla famiglia ospitante (che viene comunque compensata dai Servizi per questo aiuto).
    Chissà se una cosa del genere si può davvero realizzare, e fare anche da altre parti. Mi sembra una strada utilissima, per molti casi.
    Bisognerebbe approfondire la cosa… Scusate tanto per essere così vaga…. E molti auguri carissimi.
    Bianca

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